Domenico Setola: “Oggi” con commento di Elena Deserventi

Sotto pelle
a cura di Elena Deserventi

Se fosse giorno
il passo lento delle ore
ritornerebbe nella tua voce perduta

Il silenzio degli addii
sarebbe una canzone,
l’estate che sboccia e
sfiorisce alla riva consunta degli anni.

Se fosse oggi,
il cielo carico d’orgoglio
sfilerebbe di notte
col suo vestito elegante di stelle.

Domenico Setola – Novembre 2022

Commento
Una perdita subita nel passato induce a ipotizzare il suono della voce perduta nel lento ritmo di lunghe ore del giorno. Il gelo degli addii, in una ipotesi tra il reale e l’irreale, avrebbe la dolcezza di una canzone, attuerebbe il richiamo al fulgore della estate e al suo inevitabile sfiorire. L’ultima ipotesi, più vicina idealmente al possibile, non tocca più il mondo terreno, ma il luogo dove chi ha lasciato la terra, ora forse stanzia. E per chi è rimasto, non c’è rievocazione che ingloba la tristezza della separazione in immagini di vita vissuta , e come tali liete e tristi. Ma c’è un luogo dove guarda dove sa che chi conta per lui, dimora. Il cielo, che, orgoglioso di quella presenza , “sfilerebbe”(e sfila…) con il suo abito della festa, brillante di stelle.

Poesia strutturata con una coesione straordinaria tra sintassi musicalità immagini parola.
Tre strofe, la prima e la terza con un incipit di protasi di un periodo ipotetico, la seconda con l’apodosi. E le prime due strofe insinuano il senso di una possibilità non sicura, ma non respinta, visti i richiami all’esistente che nel ricordo e nel desiderio si fanno conforto. Nella tersa strofa, già il primo verso “Se fosse oggi” ci propone una dimensione dell’hic et nunc”, perciò più garantita della situazione affidata al ricordo.
Ora c’è un dato di fatto possibile, non più dolente per una presenza rimpianta, ma volto a considerare quella presenza in una gloria oggettivata nello splendore del cielo che se ne gloria.
Oggi rispetto a ieri, al giorno agli addii, è il momento in cui la nostalgia si è fatta luce del cielo e dell’anima.

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