La parola da casa con Vincenzo Mastropirro

Nel secondo ciclo di appuntamenti con “La parola da casa”, la trasmissione nata per diffondere la poesia ai tempi del coronavirus continua la propria attività su Facebook e YouTube. In questa puntata Federico Preziosi e Giuseppe Cerbino ospitano Vincenzo Mastropirro, autore di “Operette da sottoscala – Un’anteprima e un bis”, edito da Emersioni. Faccio il…

Lo spazio di Atena

«Madre che mi abbia generato io non l’ho». Così l’Atena delle Eumenidi nel decretare l’assoluzione di Oreste. A questa assenza di generazione, a questa sorta di autogenesi, si vorrebbe appunto intestare questo spazio.

Gianpaolo G. Mastropasqua: “Il poeta è morto” con commento di Elena Deserventi

Capitano mai Capitano, il poeta è morto!
Il poeta è morto perché scomparsa è la
terraferma, i bagnanti sono stati fulminati
dal secolo elettrico, dal rubato fuoco che
schiavi liquidi ha generato, che parlano
e non dicono, che scrivono e non segnano,
affamati di infamie, vetrine, ovali senza occhi
in mani senza genio, cani a caccia del potere
del rumore, puttane o leccapiedi accademici,
sette addestrate e maleodoranti del bassoventre;

La parola da casa con Giangiacomo Amoretti

Nel secondo ciclo di appuntamenti con “La parola da casa”, la trasmissione nata per diffondere la poesia ai tempi del coronavirus continua la propria attività su Facebook e YouTube. In questa puntata Federico Preziosi e Giuseppe Cerbino ospitano Giangiacomo Amoretti, autore di “Schegge”, Edizioni Divinafollia. Parole che non parlano e che parlano che non dicono…

Federico Preziosi: “Prologo” con commento di Elena Deserventi

Nulla si ferma pur sembrando uguale a se stesso. Si trasforma inarrestabilmente tutto ciò che esiste e, con ritmi diversi, obbedisce alla legge di mutazione di quello che è nel Tempo. E ne sentiamo il peso oltre la nostra breve esistenza umana. Senza fine? La risposta è per fede.

Poeti famosi e poeti sconosciuti

Partiamo da due casi: Rimbaud e Giovan Battista Marino. Arthur Rimbaud lo conoscono tutti, certi suoi versi sono riportati sui social e sulle magliette, vengono usati come slogan della pubblicità, hanno fatto diversi film sulla sua vita e possiamo affermare che oggi il suo nome sia conosciuto anche da chi non ha mai letto una sua poesia per intero. Giovan Battista Marino, al contrario, è quasi sconosciuto. Abbiamo sentito il suo nome al liceo, ci hanno detto che è palloso, che ha scritto un poema lunghissimo e, fuori da un contesto di specialisti, è pressoché dimenticato.

Claudio Spinosa, “Quore”

La poesia con il suo andare all’essenza delle cose, con lo scavo interiore che rende i poeti, secondo una bella immagine di Giorgio Caproni, simili ai minatori perché dalle profondità del loro essere e delle proprie visioni riportano alla luce delle gemme preziose, può essere una compagna di viaggio nel percorso esistenziale di chiunque senta il segreto che è nel respiro di ogni cosa e di ogni essere vivente. “Quore” (Youcanprint, 2020) è l’originale titolo dell’ultimo intenso libro di poesie di Claudio Spinosa la cui poetica si dipana nell’indagare il mistero della vita umana con occhi “che guardano aldilà del sentiero”.

La parola da casa con Silvio Raffo

Nel secondo ciclo di appuntamenti con “La parola da casa”, la trasmissione nata per diffondere la poesia ai tempi del coronavirus, continua la propria attività su Facebook e YouTube. In questa puntata Federico Preziosi e Giuseppe Cerbino ospitano Silvio Raffo, autore di “Muse del disincanto”, antologia critica di poesia del Novecento, Castelvecchi editore.

La parola da casa con Carla Viganò

Secondo ciclo di appuntamenti con “La parola da casa”, la trasmissione nata per diffondere la poesia ai tempi del coronavirus continua la sua attività su Facebook e YouTube. Federico Preziosi e Giuseppe Cerbino discutono con Carla Viganò, autrice di “Ritocchi marginali”, un libro di poesie edito da Controluna, nella collana Lepisma Floema. Nel finale un…

Lucia Triolo, “Dedica”

“Dedica” di Lucia Triolo coglie di sorpresa già a partire dal titolo della raccolta: de-dico in latino significa dedicare ma anche dichiarare ed in effetti la sua raccolta è un rivolgersi all’altro e quindi dichiarare il suo io nella ricerca di alterità. La sua anima siciliana si svela nell’inganno, di pirandelliana memoria, della molteplicità dell’essere e del ritrovarsi, per questo, nelle sfaccettature degli altri per ricomporre, se possibile, una propria identità che tuttavia sfugge appena si pensa di averla assemblata.