Flavio Malaspina, “Il dopo è solo per gli dei”

Ogni libro è una caccia al tesoro e chi ha le redini del gioco pone abilmente indizi, segnali e stratagemmi per condurre il lettore alla meta. Già il titolo di questa silloge di Flavio Malaspina, Il dopo è solo degli dei, (Controluna – Lepisma Floema, prefazione di Giuseppe Cerbino), offre una serie di interrogativi che diventano la traccia a volte sotterranea e a volte palese di una percezione esistenziale precisa, tesa a un certo nichilismo, allo smarrimento interiore che nasce dalla consapevolezza della morte di Dio.

Orso Tosco – Figure Amate

Nel presagio di morte affiora il compito della memoria per chi resta ed è chiamato, dentro di sé, a continuare la vita delle figure amate

Ernesto Torta – Amo una vita luce a volte ombra

L’emozionometro segna un punteggio elevatissimo, ma tanti sono i temi interessanti, che scaturiscono dalle sfaccettature del poliedro, dai lasciti doviziosi del teatro, dalle suggestioni di storie quotidiane lavorate a punto croce, tra interferenze luminose e buiori opachi (che diradano e si riaggregano senza soluzione di continuità), dall’erbario del ricordo e del sogno che spiegano vele ‘odissèe’ e attorcono al polso radici di nebbia dalle auree significanze.

Carolina Montuori, “Dalia di mare”

L’autrice attraverso i suoi versi esprime il proprio mondo interiore un’adulta fanciullezza, dalla ben riconoscibile ascendenza letteraria che pur tra contraddizioni e interno dissidio, si svincola, imbrigliata nella compattezza del linguaggio, solo apparentemente fragile e leggero.

Stefano Giuseppe Scarcella, “Sul mio corpo che trema”

La sacralità del silenzio è il filo conduttore di “Sul mio corpo che trema” (Aletti editore), un libro scritto da Stefano Giuseppe Scarcella, un poeta che ha fatto dello studio approfondito della “bella parola” un leitmotiv esistenziale, una ricerca appassionata che si percepisce ad ogni verso dell’autore in questo libro ben strutturato, ponderato, frutto di un modo di creare poesia con delicatezza e rispetto per il lettore che esige, legittimamente, un’emozione viva, sensibile.