Armando Saveriano: “Stelo decapitato” con commento di Elena Deserventi

Stelo decapitato del suo fiore
ora si sente il fuoco
arriva ora la brina
le mani piegano ripiegano
avvolgono nella tela
il giocattolo il filo d’erba
il primo quaderno una matita colorata
Ombra del mio amore
tu guarda il mare
tu taglia la mia carne
devolvi quel che dell’anima
è fiocco di luce che si spegne
a un altare colpito dalla freccia

Ezio Settembri: “Babbo” con commento di Elena Deserventi

Sotto pellea cura di Elena Deserventi Babbo Non facevi che ripetere:“Le fregature bisogna prevederle in anticipo”,con il presuntotuo fiuto infallibile.Forse era quello a scovare ogni piccola incrinaturaal rumore del motore.E chissà perchénon capivi maila mia ironia,sul naso adunco,il vestito ingessato,piccole storiesu principi e reintrise di rispetto.Stavo per chiamarti, stamattina,al primo sbuffodel motore ingolfato.Ma il cellulare nuovonon contiene…

Armando Saveriano: ”A onore e gloria della morte” con commento di Elena Deserventi

Per non dar corso alla noia
mollemente assisa sul sofà
color vinaccia
Nelly Sachs acconciava i merletti
a uncinetto della nonna centrini
presine un cappellino a cloche
faceva rivivere il racconto degli amori
di quell’ava ribelle anticonformista
in anticipo sui tempi che spiava
dalla finestra i sorrisi degli amanti
capaci di sollevare un ponte spartire le acque
cucirsi in gola un giro di filo spinato
e giurare orfanità del bene

Gianpaolo G. Mastropasqua: ”Periferali” con commento di Elena Deserventi

Fraseggiando tra le albe di stupore e annuncio
lupo di luce in picchiata tra i campi
sorseggiando le vertebre delle ultime morti
sanguinando una lingua di magre parole
assalendo le nuche dei sogni e svenire
prima che io saltassi affondassi il cuore
nella stanza cruda di un amore lento
prima che io spedissi la mia anima intera
alla casa delle nascite all’indrizzo stagioni

Pierfilippo Agosti: “Morbida Tunisi” con commento di Elena Deserventi

Dal giardino di aranci e di fichi proviene una nuova canzone
io ascolto il suono del rabab dal mite silenzio del vicolo, le mani sul viso
il letto sfatto, il lino bagnato del tuo accappatoio
e quel profumo di olio di mandorle e burri che promette svogliati miracoli
in questo pigro pomeriggio di carezze
di aspre parole, di poche vocali…

Giovanni Sepe: “Oggi ho voglia di morire” con commento di Elena Deserventi

Oggi ho voglia di morire
in questa luce in discesa
sugli uomini stanchi del grano
sulle spighe desolate e nei fossi
tra le pareti delle case all’ombra
bassa dei limoni.
Oggi ho voglia di morire
prima della sera assolutrice
prima di riflettere sulla luna
e sulle pietre che attendono
illese quei gravi raggi.
Oggi ho voglia di andarmene
come un pensiero affaticato
nell’afa metaforica del pianto.