Lo spazio di Atena

Maria Consiglia Alvino
Matilde Cesaro
Floriana Coppola
Beatrice Orsini
Silvana Pasanisi
Lucia Triolo

Presentazione

I principi, i valori ultimi (o primi, dipende dall’ottica) non sono suscettibili di giustificazione. Così è di questa rubrica. La domanda: perché lo “Spazio di Atena”, non riceverà risposta. Il femminile che vi è insieme racchiuso e sprigionato non trova altra ragion d’essere che in sé stesso: «Madre che mi abbia generato io non l’ho». Così l’Atena delle Eumenidi nel decretare l’assoluzione di Oreste. A questa assenza di generazione, a questa sorta di autogenesi, si vorrebbe appunto intestare questo spazio.

Vi si troveranno testi, parole di donne che leggono testi, parole di altre donne, o meglio, con più profondità, che le guardano, le scrutano, se del caso, le rovesciano come un guanto per assimilarle, per parlare con loro (anche se alcune di esse non ci sono più, il dialogo è vivo egualmente), per amarle, odiarle (!?), anche sfidarle: in una espressione, per essere donne e in quanto tali offrirsi alla lettura. 

E la parola delle donne tocca il corpo, lasciateci dire, lo affronta perché il corpo di una donna è sempre un mistero e come tale è sempre fonte di ispirazione. Dove sia l’anima degli uomini non si sa, non è chiaro. Ma dove sia quella delle donne, lo è. Dove volete che sia se non nel corpo? Quel corpo che è anche dono nel ricevere e nel darsi: «Il mio cuore, esclusi i legami di nozze, è tutto per l’uomo» continua Atena. 

Non sarà difficile, ritengo, accorgersi di quanto la parola delle donne sul proprio corpo, disegni un orizzonte che è un altrove. Come si vedrà, in una sorta di continua espropriazione, ma perché no, anche in una sorta di inesprimibile fascinazione, nella parola il femminile attraversa il corpo e se ne lascia attraversare gestendo (nel senso se si vuole anche di gestazione) in esso le proprie faccende (tutte, quella dell’usuale (quotidiano) e quelle dell’inusitato, del sorprendente). Nulla dunque dei luoghi comuni cui siamo avvezzi. Il tentativo, nello Spazio di Atena è quello di esplorare uno specifico femminile senza retorica o ideologismi ma con capacità di ascolto e di interlocuzione. Di riproporre una vivezza che è tutta del femminile. Di proporre e/o riproporre voci che di esprimere questa vivezza sono particolarmente capaci.

Di volta in volta: muovere dalla donna e dalla sua scrittura, dal simbolico privato che si eleva a significato esistenziale significa far emergere prepotentemente la solitudine della creazione poetica come segnatura divergente dal copione tradizionale del femminile visto come maternità silente e retrocessa nell’oikos. Le scritture che saranno proposte, meglio di tutto ciò che si può dire prescindendo da loro, mostreranno quanto e come scrivere possa essere un mettersi in piazza, un trovare la propria voce, un alzare la voce fuori dal coro. E se Atena trova il proprio spazio, invertendo la prospettiva e nascendo dalla testa del padre Zeus, in una sorta di conciliazione rovesciata degli opposti, fino quasi a gridare «dello sposo m’importa, custode del focolare domestico», praticare il suo spazio significa anche lasciarsi custodire da questa volontà di custodia e dal desiderio di farsene interprete.

Come dire, “Lo Spazio di Atena” è uno spazio desiderante!

Chi sono io (Autoritratto) di Veronica Mazzucchi

Veronica Mazzucchi lavora sia a livello pittorico che scultoreo su un’immagine del corpo che nasce dalla visione di anime e corpi feriti, un’urgenza del fare arte che si manifesta nel suo segno e nella scelta dei materiali, spesso di riutilizzo. Un’indagine profonda che si rivela come cura del corpo a partire dalla mente.
I suoi “personaggi” sono in preda a continue trasformazioni.
L’identità oscilla tra accettazione e rifiuto del sé, in netta scissione tra l’essenza corporea e la consapevolezza dell’interiorità.
Artista autodidatta, comincia la sua formazione nel 2010 che prosegue ancora oggi con la frequentazione di corsi privati di disegno figurativo e scultura.
Ha partecipato a diverse mostre e si è fatta portavoce di un progetto atto a promuovere le terapie culturali in ambito di malattie croniche.

www.veronicamazzucchi.com
veronica.mazzucchi[at]gmail.com

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. luciatriolo ha detto:

    L’ha ripubblicato su poesie semiserie.

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    1. Angela ha detto:

      Interessante!

      Piace a 1 persona

  2. Barbara ha detto:

    2

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  3. Giancarlo ha detto:

    Complimenti per l’articolo

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