Andrea Burato

Incipit

A volte il caso ti riscopre versante, romito, forse lo sapevi già, forse no. Così nasco io, indegnamente poeta, più versante, solingo, solitario, romito, da quel luglio caldo di anta anni fa, da quel luglio fantastico di qualche anno fa, da quel luglio doloroso di qualche anno fa.

Scrivo sull’onda di emozioni e di emozioni scrivo, senza grosse pretese, affacciato alla poesia come un ragazzino, meraviglia ed incanto che nascono dal non sapere, cosa sia la vita, cosa siano i sentimenti, cosa sia il quotidiano vivere, cosa sia la poesia, cosa siano o dovrebbero essere i poeti.

Scrivere versi è per me ricercare, immaginare, ipotizzare, sconvolgere, scomporre, pensieri, sensazioni e il vissuto di ogni giorno. Come lampi le immagini che arrivano ai nostro occhi creano immediatamente ricordi, sensazioni déjà-vu così quando accade fisso l’istante e ne scrivo, le immagini, le foto, entrano a far parte di ciò che scrivo in maniera diretta, non filtrata, ingenua e istantanea, come venivano chiamate, appunto, le foto un tempo.

Istantanee in versi, versi in un istante.

“Se un pezzo di me
un solo singolo pezzo
di me
cadendo silenzioso a terra
ti facesse voltare
non mi sarei spezzato invano”

Andrea Burato – Il Versante Romito

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