O’ Ren Niad Adeiel, l’osceno poetico

a cura di Francesca Dono

Sull’autrice
O’ Ren Niad Adeiel nasce a Katmandu da padre irlandese (nato in Tibet) e madre indiana. Si trasferisce, poi, all’età di undici anni a Chennai per completare gli studi presso l’Hindustan College of Engineering laurendosi come ingegnere aeronautico con il massimo dei voti.
Mentre passeggia in Anna Salai, una delle arterie principali della città, viene notata da un fotografo americano. Comincia a posare per le migliori riviste del paese. Ritroviamo sue apparizioni anche su alcune riviste statunitensi quali: Hustler, Cheri. I due fanno coppia fissa anche nella vita, ma l’abuso di droga (da parte del fotografo) distrugge il grande amore. Da quel momento Niad Adeiel inizia a frequentare l’ambiente porno del cinema. Nel giugno 2008 firma un contratto con la Vivid negli Stati Uniti dove nel frattempo si è trasferita. Nello stesso anno entra in contatto con pittori di quadri astratti e artisti di vario genere compresi poeti che amano scrivere solo poesie oscene-erotiche. Diventa una delle pornostar più ricche e richieste. Lei, intanto, comincia a scrivere poesie fino ad ora mai pubblicate perché passate segretamente a stretto giro di posta elettronica. Attualmente vive a Los Angeles e continua a girare film.

Quattro poesie

1.

per sempre la fica in mezzo alle cosce
Tutti la portano anche sulla fronte I maschi si puliscono
l’impaziente pelo con la sua carne
Io dico spesso : caro signor H me la rompa bene o se può
liberi quella puttana dal gocciolatoio salito al nulla.
Il tuo pene in un solo minuto La calda fica
asservita nel gioco vagante Del resto la puoi scucire e rimboccarla
fino a schizzare nuovamente involontario

 

2.

folgorare il lampo nel tuo permesso ammutinato
Tra i miei capezzoli il glande divino Non ho mai
amato la metà del muscolo affettuoso
Preferibile intero e garantito al peccato
Lo senti? In ogni freddo
infiamma il mio buco nero Ma tu e io e Demon
nell’orgia anarchica dello stomaco
Le fusa al cretto alto del brivido La strada scossa da una sborrata

 

3. 

il bruciore del ghiaccio Non il tuo culo
così profano e inturgidito nella febbre per il buco
Con le palle-albero un colpo netto La fica a
sgorgare nel soffio vuoto dell’indietro festante
Le persiane accostate. Il ventre crollato
Ti mordo Con voce afona mi dici: fatti fottere
Lo sperma alluvionale dove il grido innalza la
mia scultura Scarpe srotolate L’attrezzo
legato alla schiena Il volto-Belzebù saziato

 

4. 

al nucleo proibito
il caos spurgato per il bagno di sperma
La mousse del seme ha fame Tu mi abbini da femmina ordinata
ai merli di un reggipetto scivolato al gioco del letto La mia fica
è un circolo lucente Dove mangiare e bere?
Black hole consulta il prepuzio in nome del fiume aderente
che innerva e disidratata Miss Est ti allarga le cosce Persino da dietro la pomata
per ungere il punto-animale del culo muscolare
Tutto sembra non avere fine Ingrassando il massaggio dei testicoli perdiamo la pelle d’orso nel collasso felice
L’addome con la carne
Le labbra ferite nel pettine del gemito
– Do you think you’re sexy? – Lei ti sussurra mentre un’altra esca velocemente
trasmuta
Un lago a sfera sul pelo musqué

O’ Ren Niad Adeiel

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